X-ADVISOR AUTORIPARATIVO: ARRIVANO I NOSTRI?
I consumatori hanno bisogno di informazioni chiare e trasparenti, il settore autoriparativo ne mette a disposizione solo una minima parte. Come sarà possibile rispondere alle crescenti richieste informative del mercato? Credo che anche nel settore autoriparativo, come è avvenuto 15 anni fa con l'avvento di TripAdvisor nel settore alberghiero, la soluzione sarà simile e arriverà dal di fuori della filiera.

X-Advisor: è scoccata l’ora?
Gli autoriparatori sono da sempre totalmente assorbiti dall’operatività del proprio mestiere. Da sempre, comunicare e informare gli automobilisti non è mai stata una necessità granché sentita. I consumatori vorrebbero poter valutare e scegliere in maniera libera e oggettiva anche i meccanici e i carrozzieri, esattamente come fanno da tempo per il resto dei loro bisogni: hotel, ristoranti, automobili, prodotti tecnologici, abbigliamento, servizi finanziari, telefonici e quant’altro.

La stragrande maggioranza degli autoriparatori non ha ancora percepito questo grande bisogno di mercato come una enorme opportunità storica per emergere e per crescere.

SCEGLIERE UN AUTORIPARATORE OGGI: E’ ANCORA UN ATTO DI FEDE
I consumatori, ancora oggi, quando devono scegliere il proprio carrozziere o il proprio meccanico generalmente si affidano a criteri di prossimità e alla tranquillità dell’abitudine. Infatti, cambiare autoriparatore non è semplice perché, quando si ritiene di aver trovato un meccanico o un carrozziere degno della propria fiducia, cambiare significa sempre accollarsi un rischio. Questa inerzia al cambiamento, che spesso nel settore viene confusa come un’espressione di fedeltà della propria clientela, è la conseguenza della scarsa propensione del cliente a sperimentare alternative in mancanza di informazioni adeguate.

love my mechanicsValutare seriamente un autoriparatore è estremamente difficile per chiunque, anche per gli addetti ai lavori – figuriamoci per un automobilista. Infatti, sono moltissimi gli aspetti tecnici di un autoriparatore che un consumatore non è in grado di valutare autonomamente. Per esempio, la qualità delle attrezzature tecniche disponibili, così come le capacità e l’esperienza del personale o gli investimenti dell’azienda in formazione. Per non parlare della disponibilità delle informazioni tecniche e della qualità e dell’aggiornamento delle banche dati.

Il paradosso di questa situazione in cui ancora troppo pochi comprendono il valore della trasparenza è che in una situazione di carenza informativa a rimetterci sono innanzitutto i professionisti migliori. Tipicamente sono proprio questi ultimi quelli che patiscono di più la concorrenza di chi, protetto dall’opacità del mercato, opera slealmente o finge di essere il professionista che in realtà non è.

E SE GLI AUTORIPARATORI NON INFORMANO? CI PENSERA’ QUALCUN ALTRO…
E’ un fatto che è sotto gli occhi di tutti: gli autoriparatori non sono riusciti a trovare da sé una soluzione efficace ed efficiente per rispondere alla crescente domanda del mercato di trasparenza informativa.

La teoria economica dice che in presenza di una forte domanda insoddisfatta del mercato qualcuno prima o poi, spinto dall’interesse, cercherà il modo di soddisfarla.

Tripadvisor - Certificato di Eccellenza
Certificato di eccellenza Tripadvisor: anche i piccoli sono potuti emergere.

tripadvisorSono ormai molti i segnali che mi fanno ritenere che siamo molto vicini ad una svolta da questo punto di vista. Perché il mercato autoriparativo possa sbloccarsi ha bisogno di un intervento dall’esterno che aiuti a promuovere trasparenza e professionalità.

Un po’ come è avvenuto 15 anni fa con la nascita di Tripadvisor per gli hotel e i ristoranti: da allora nulla è stato più come prima. Aziende da sempre leader perchè godevano di rendite di posizione (notorietà, immagine storica, posizione, appartenenza a determinati circuiti commerciali e così via) si sono improvvisamente trovate a competere con una miriade di validissimi concorrenti che finalmente erano in grado di presentarsi e farsi valutare in maniera trasparente e oggettiva dai consumatori. E spesso gli equilibri di mercato che apparivano inamovibili sono radicalmente cambiati.

E si è scoperto così quanto noi consumatori, quando disponiamo delle informazioni rilevanti (i rating professionali, le stelle delle recensioni dei clienti, le fotografie, ecc.), amiamo poter scegliere liberamente e senza costrizioni: ormai le file e i cataloghi delle agenzie sono solo un ricordo mentre sul web sono decine e decine i siti che, emuli di Tripadvisor, mettono in condizione i consumatori di poter valutare e scegliere da sé quello che è più indicato per loro.

Cosa serve per fare in modo che i consumatori possano scegliere liberamente i propri fornitori è chiaro. Il mercato autoriparativo dispone ormai di tutti gli ingredienti perché gli automobilisti e i grandi clienti possano cominciare a scegliere in maniera libera perché informata: il rating della Classificazione Professionale di KeRete è operativo anche in siti come Pitstopadvisor dove i consumatori possono già cominciare a valutare insieme le caratteristiche oggettive di un’azienda con le opinioni lasciate dei loro clienti. E presto ne seguiranno altri.

Arrivano i nostri

Arrivano i nostri?


Ma chi potrà essere il “cavaliere bianco” che riuscirà a ricucire la distanza tra chi richiede a gran voce le informazioni minime per poter scegliere davvero liberamente (perché oggettivamente informato) l’autoriparatore a cui affidarsi?

La soluzione decisiva non potrà arrivare delle grandi multinazionali del settore quali i ricambisti, i distributori di materiali di consumo, di attrezzature e così via. Molte di queste aziende stanno già promuovendo progetti di comunicazione e di servizi online, ma, coerentemente con la loro rispettiva mission, questi sono evidentemente rivolti a sviluppare la propria attività più che a promuovere la trasparenza e la professionalità del mercato. Stante i propri sani conflitti di interesse nessuna di queste aziende potrebbe essere credibile nel promuovere progetti e servizi super partes.

Google - Facebook
Non hanno alcun interesse a entrare nel settore autoriparativo italiano a breve.
Non è possibile nemmeno sperare, almeno per i prossimi 18-24 mesi, che soluzioni valide possano provenire da colossi come Google, Yelp, Facebook e simili. Queste sono multinazionali operano con strategie e piattaforme globali e, per ora, generaliste: è assai poco plausibile che possano inventarsi qualcosa di rivoluzionario e personalizzato per un settore così specifico e unico come il mercato autoriparativo italiano.

Automobile Club d'Italia
Un possibile player che potrebbe sbloccare il mercato.
Ritengo invece che, almeno per i prossimi anni, una soluzione realistica ed efficace possa essere rappresentata da soluzioni che saranno proposte da enti o aziende con un’immagine già oggi radicata e positiva sia verso i consumatori sia verso i professionisti, con un posizionamento realmente super partes e prive di sostanziali conflitti di interesse.

Quali potrebbero essere esempi di aziende con queste caratteristiche? Due nomi su tutti: ACI e Quattroruote (che peraltro ha già in portafoglio un “Advisor” automobilistico, anche se gestito fino ad oggi con scarsissima convinzione). Non escluderei nemmeno giovani e valide realtà che sono nate cavalcando le opportunità del web, come Autoscout24: magari il loro blasone sul mercato non è ancora quello delle due aziende citate sopra ma la velocità e la capacità di muoversi online è infinitamente superiore.

Ritengo che la situazione sia davvero matura e che tra pochissimi trimestri il mercato potrà cominciare ad essere molto diverso rispetto a quello che conosciamo ora: i consumatori hanno una gran voglia di poter scegliere in maniera trasparente, informata e consapevole così come anche gli autoriparatori professionali hanno tutto il diritto di poter sviluppare la propria attività con entusiasmo e competenza senza essere sempre confusi con i loro colleghi peggiori.

Io la vedo così: e voi, come la vedete?




Powered by Joomla!® - By Claudio Ciandrini - Valid XHTML and CSS.